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Full text of "Caritea, regina di Spagna; melo-dramma serio. Poesia del sig. cavalier Pola. Da rappresentarsi nel gran teatro La Fenice, nel carnovale dell'anno 1826."

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CARITÈ  A 
REGINA  DI  SPAGNA 

MELO-DRAMMA  SERIO 

Poesia  del  Sig.  Cavalier  Pola. 
Musica  del  Sig.  Maestro  Saverio  Mercadante  . 

DA  RAPPRESENTARSI 

NEL    GRAN  TEATRO 

LA  FENICE 

Ne}  Carnovale  dell'  Anno  i%%6. 


VENEZIA 

DALLA  TIP.  CASALI  ED. 
M.  DCCC.  XXVI. 


3 

ARGOMENTO. 


D  orma  Caritea  Regina  di  Spagna,  figlia  di  Don 
Pietro  „  64  (ti  Dònna  Irene,  per  disposizione  testamen- 
taria paterna  dovea  colla  scelta  del  suo  sposo  dar  un 
successore  alla  Corona  di  Spagna.  Fin  dalla  sua  pri- 
ma giovinezza  essa  predilegeva  il  giovine  Pompeo  fi- 
glio di  D.  Guglielmo^  Grande  del  Regno;  ma  venuto 
questi  a  contesa  con  Diego  figlio  di  D.  Fernando,  pa- 
rimenti Grande  del  Regno,  e  Generale  di  Campo  , 
(  che  pure  ardeva  secret  amente  per  Caritea  )  fu  da 
quest'ultimo  in  un  duello  trafitto.  Oltremodo  dolente 
l'innamorata  Regina  ordinò  che  si  arrestasse  l'ucci^ 
sore  perchè  ne  avesse  il  meritato  castigo,  ma  sottrat- 
tosi Diego  da  Toledo  coi  mezzi  procuratigli  dal  Pa- 
dre, andò  vagando  due  lustri  sotto  il  nome  di  Don 
Pirro  d'Aragona  qual  Capitano  di  ventura,  avendo 
assoldato  una  mano  di  valorosi  guerrieri . 

Pressata  Caritea  dalla  nazione  di  scegliere  un  nuo- 
vo sposo,  ferma  nel  suo  primo  affetto  per  ,l' estimo 
Pompeo,  costantemente  si  rifiutò;  finalmente  tornan- 
do vane  le  ricerche  fatte  contro  di  Diego  fuggitivo, 
pensò  di  ploclamare  un  bando  che,  Colui  che  gii  aves- 
se recata  la  testa  di  Diego,  sarebbe  stato  di  lei  pre- 
scelto a  suo  sposo ,  e  quindi  alla  dignità  del  trono  in- 
nalzato* In  questo  frattempo  Alfonso  Re  di  Porta  gallo, 
invaghito  dell'  avvenenza  di  Caritea,  del  suo  animo 
virile  ed  allettato  fors9  anco  dall'  idea  di  possedere 
un  doppio  dominio  >  s'  era  dichiarato  pretendente  alla 
sua  mano ,  ma  ottenuta  una  formale  ripulsa ,  già  $i 
accingtva  a  voler  ottener  colla  forza  ciò  che  non  ave- 
va potut©  ottener  dalla  persuasione.  Già  un  poderoso 
.esercito  da  lui  capitanato  era  sceso  in  Ispagna,  già 
te  truppe  Portoghesi  si  trovavano  sul  Pago,  già  si  mi- 
nacciava Toledo,  quando  arriva  sconosciuto  ^Diego  do- 


po  due  lustri,  e  presentatosi  al  Portoghese  Sovrano  oh 
tienè  per  un  giorno  di  potersi  accampare  coi  suoi  sulld 
destra  del  fiume  presso  al  ponte  di  legno .  Fu  in  que* 
sto  luogo,  cheCaritea  in  abito  virile  volendo  sorprende- 
re alla ,  schiena  V  armata  nemica  ,  nel  passaggio  del 
ponte  rovinato  dai  Guastatóri  Portoghesi  si  trovava  in 
grave  pericolo .  Accorso  per  avventura  Diego  ha  la 
fortuna  di  salvar  la  sua  adorata  Regina;  questa  presa 
da  gratitudine  j  comincia  a  sentir  per  lo  sconosciuto 
guerriero  un'  amorosa  inclinazione  che  viene  raffor- 
zata dall'  averla  ricondotta  salva  in  Toledo.  Sdegna- 
lo altdinettte  Alfonso  dall'  operato  di  Diego  lo  porta 
ad  una  particolare  disfida ,  dalla  qnale  uscendo  Die- 
go vincitore  torna  in  Toledo  ed  assicura  la  Regina 
dal  pericolo  del  suo  Stato;  ma  tutto  questo  non  basta 
per  determinarla  a  dargli  la  mano  di  Sposa,  ad  lucen- 
do che  finché  Diego  viveva  ,  in  forzi  del  suo  Dece- 
%ù  poteva  appartenere ,  a  chi  le  avesse  portata  la  di 
lui  testa .  Allora  finalmente  vedendo  che  non  v'  era 
nitro  mezzo  che  il  palesarsi ,  e  che  il  mómento  era 
opportuno  si  getta  ai  suoi  piedi  sottomettendosi  a  di* 
^erezione  alla  sua  vendetta.  Qùest7  ultimo  tratto  di 
devozione  corona  pienamente  i  desideri  di  Diego,  e  in, 
mezzo  alle  acclamazioni  del  Popolo  viene  a  consegui- 
re la  mano  diCàritea,  che  lo  per  seguitava  amorini 


I 

A  TTO  R  f. 

CARiTEA' 
Signora  MombelU. 

D.  ALFONSO  Re  di  Portogallo 
Signor  Donzelli . 

t>.  DIEGO,  sotto  il  nome  di  D.  Pirro  d' Aragona  fi- 
glio di 

Signora  Lorenzani. 

D.  FERNANDO,  vecchio  Capitan  Generale  Spagnuolo 
Signor  Cosselli. 

D.  RODRIGO,   altro  Capitan   Generale  Ambasciatore 
di  Caritea 
Signor  Binaghi. 

CORRADO,  Uffizial  superiore  Portoghese 
Signor  N.  N. 

Coro  di  Cavalieri  Spagnuoli 
di  Guerrieri  Portoghesi  . 

Damigelle  di  Caritea 
Soldati  Spagnuoli 
Soldati  Portoghesi 
Soldati  di  Diego 
Popolo . 

La  Scena  è  in  Toledo,  e  sulle  rive  del  Tag& 
al  Campo  di  p.  Alfonso , 


MUTAZIONI  DI  SCENE. 


Appartamenti  reali  di  Caritea . 

Gran  Tenda  al  Canapo  di  D,  Alfonso. 

Campagna  sulle  rive  del  Tago  con  due  ponti  uno  di 
pietra,  ed  uno  di  legno  che  attraversano  il  Tago. 

Parte  remota  dei  giardini  di  Caritea  col  sepolcro  del 
giovine  Pompeo. 

Esterno  della  Città  di  Toledo, 

Gran  Piazza  di  Toledo. 


inventore,  e  Compositore  de'  Balli 
Sig.  CLERICO  FRANCESCO. 


Primi  Ballerini  serj  Francesi 
flullin  Baptiste .         Vague  Moulin  Elise. 

Prima  Ballerina  seria  per  ballare 
e  fare  le  parti 
Conti  Mariejsa. 

Primi  Ballerini  serj  italiani 
Mersi  Adelaide.  Venturi  DavideM 

Campilli  Elisabetta*  Campilli  Pietro. 

D'Amore  Michele 

Primi  Ballerini  per  le  Parti 
Gagliani  Carlo.   Ronzani  Cristina.   Mangini  Giuseppe 

Ballerini  di  jnezzo  carattere 
Ronzani  Domenico         |       Dupin  Celestina 
Rugali  Antonio  $      felloni  Manetta 

Cavalle  Giovanni .         |      Baldini  Rachele 
N.  N.  %      Cagli  ani  Clementina  ? 

D?  Amore  Carlotta» 


18.  Coppie  di  Figlienti, 


Maestro  è  Direttore.  dell'Opera* 
e  Capo  Orchestra 
Sig.  Cammerra  Antonio. 

Prima  Viola 
Sig.  Gesoni  angelo. 

Primo  Violoncello 
Sig,  Zaccagna  Bernardo. 

Primo  Conirabàsso 
Sig.  MACCATrr  Angelo  o 

Primo  Flauto 
Sig."  Scapolo  Angelo. 

Primo  Oboe 
Sig.  Paissler  Carlo. 

Primo  Clarinetto 

Sig.  BOMBASINI  GlO:  BATTISTA  à% 

Primo  Fagòtto 
Sig.  Terren  Gio:  Battista. 

Primo  Corno 
Sig.  Ziffra  Antonio  • 

Maestro  al  Cembalo  e  Direttore  de' Cori 
Sìg.  Carcano  Luigi. 

Pittore  delle  Scene 
Sig.  Bagnàra  Francesco 
Membro  dell'. L  R.  Accademia 
di  belle  Arti. 

Vestiarista 
Sig.  ALiPRANDi  Giuseppe.- 

Attrezzista  » 
Sig.  Gallina  Pietro. 

Macchinista  ed  Illuminatore 
Sig.  Zecchini  Antonio. 

Copisteria  di  Musica 
Presso  ij  Sig.  Zamboni  Giacomo. 


ATTO  PRIMO  a 

SCENA  FRIMA. 

Appartamenti  reali. 

Coro  di  Cavalieri  Spagnuoli,  che  entrano  da  una 
parte  frettolosamente j  dall'altra  parte  opposta  en- 
tra Rodrigo. 

Ah!  Caritea  dov'è? 
Pien  di  baldanza 
II  Lusitano  Re 
Sul  Tago  avanza . 
Che  mai  dite?  Oh  Ciel,  che  intendo  l 
Dunque  in  arme  più  tremendo 
Il  Lusitano  Re 
Sul  Tago  avanza? 
Misera  Patria  nostra, 
Chi  mai  ti  salverà  ! 
Propizio  Dio,  ti  mostra, 
Abbi  di  noi  pietà,. 
Il  fiero  Lusitan, 
Che  aspira  al  doppio  regno , 
Di  Caritea  la  man 
Chiede  di  pace  in  pegno. 

SCENA  II. 

Caritea  esce  con  Don  Fernando  e  con  èlcune 
Damigelle  . 

€AJk       Ma  non  l'avrà  quel  perfido; 
Sua  non  sarò  giammai . 
Spento  è  quel  sol,  che  amai, 
Da  un  ferro  traditor. 
(  volendo  ricordare  a  D.  Fernando  la  morte  del  di 
1  lei  amantéjD.  Pompeo  ucciso  dal  di  luì  figlio 
P>  Diego . 


Coro 


Rod. 


Rod. 


Coro 


Fe&.       Dopo  due  lustri ,  ahi  misera! 

Che  piango  errante  un  figlio 

Non  cangia  mai  consiglio 

Il  tuo  fatai  furor?  )  r»  r 

n  _  T^  »  «  *  * t  *  \  verso  D :  c  artica* 
RoG       Uopo  due  lustri  il  misero,  ) 

Che  piange  errante  un  figlio, 

Non  cangia  mai  consiglio 

Il  tuo  fatai  furor? 

CAR.       Pace  non  ha  quest'anima 

Fin  che  il  crudel  respira  : 

Sento,  che  avvampo  d'ira 

Quanto  avvampai  d'  amor , 

FER.       M'uccide,  oh  Dio!  quell'ira, 

L'eterno  tuo  rigor. 

Rod.       Taccia  una  volta  Tira, 

Pietà  ti  parli  al  cor . 

CORO       Alla  Patria  sventurata 

Dona  alfine  un  Padre,  un  Re; 

Per  lei  trema,  sciagurata, 

Se  non  sai  tremar  per  te . 

CAR.       Io  tremar  ?  Caritea  ?  Ah  ì  che  mai  dite ... 

Se  Ispani  siete,  il  mio  valor  seguite. 

Car.  Rod.  Mano  all'armi.  Nel  fianco  nemico 

£  Fer.      Trovi  il  brando  la  calda  vendetta  : 

Là  sul  campo  vittoria  ci  aspetta, 

Alza  il  grido  fra  Tarmi  l'onor. 

Coro  Vittoria  ci  aspetta 

Air  armi ,  all'  onor . 

(  i  Cavalieri  partono, 

CAR. Sia  tua  cura,  o  Fernando,  i  prodi  miei 

Tutti  disporre  al  gran  cimento.  Io  vado 

Le  virili  a  indossar  vesti  guerriere. 

Sotto  alle  mie  bandiere 

Militerà  il  valor,  ch'ove  si  pugna 

Pei  santi  lari  e  per  le  patrie  mura^ 

Di  novello  vigor  ci  arma  natura . 

ROD.  Ma  il  tuo  bando  regal ,  che  la  tua  destra 

Promette  in  premio  a  chi  daratti  estinto 

L' uccisor  di  Pompeo,  che  tanto  amavi, 

Spogliò  Iberia  di  bravi. 

Fer.  Contro  il  proscritto  mio  figlio  infelice 


M 

Tutti  i  giovani  eroi  mosser  bramosi 

Di  meritarti ,  e  intanto 

La  Patria  orba  di  lor  si  strugge  in  pianto. 
„  Pochi  noi  siamo,  e  deboli,  mal  fermi, 
,,  E  forte  è  il  Lusitan  più  che  non  pensi, 
Car.  „  Degni  d'Ispano  cor  non  son  rai  sensi. 
„  Sia  pur  forte  il  nemico,  e  sia  possente, 
„  Sta  giustizia  per  noi .  '*  Qual  dritto  accampa 

Alfonso  il  Lusitan  dal  folle  org0glio 

Di  voler  la  mia  TOno ?.,.  A  Jui,  Rodrigo, 

Va  ancor  nunzio  di  pace,  ove  acconsenta 

Di  sgombrar  la  mia  terra; 

Ma  s*  ei  persiste  in  suo  pensier  di  guerra  , 

Digli,  che  questa  man  cara  può  forse 

Provar  troppo  a  suo  danno; 

Ch'usa  il  brando  a  trattar ,  le  ingiuste  offese 

E'  di  punir  capace ... 

Lo  consiglia  a  partir,  lasciarci  in  pace, 
(  Cqritea  parte  colle  Damigelle  da  un  lato  >  e 
Rodrigo  e  D.  Fernando  da  un  coltro. 

SCEN4  IH. 

Accampamento  di  D.  Alfonsq  in  vicinanza  del  Tago.' 
Di  lontano  vedesi  la  Gittà  di  Toledo.  La  tenda  prin* 
cipale  di  D,  Alfonso,  che  sfà  daiin  lato,  sarà  pra- 
ticabile e  grandiosa  internamente . 

Diego  in  armatura  fon  un  Scudiero. 

Pie. Quelle  son  pur  le  patrie  arene,  quelle, 

f  indicando  da  [lungi  Toledq  s 
Che  da  lungi  torreggiano  superbe, 
Di  Toledo  le  mura.  —  Oh  vista!  Oh  dolci 
Di  natura  e  d'  amor  soavi  affetti  l 
Lasso!  Il  padre  chi  sa,  se  ancora  è  in  vita. 
Se  non  l'uccise  il  duo]  di  mia  partita  !~ 
E  la  crudel,  che  del  mio  sangue  ha  sete, 
Troppo  cara  e  fatai ,  chi  sa  se  ancora 
JVT Qdia  quanto  io  pur  ramo.1-  Ah!  sì  vi£in$. 
Piena  avrsi  tu$  vendetta; 


h  .  . 

Di  vederti  è  morir  desio  ih' affretta. 
Ah!  se  estinto  ancor  mi  vuoi, 
Se  pìetàde  in  cor  non  senti, 
Almen  sotto  ai  sguardi  tuoi 
Deh!  mi  lascia,  oh  Dio/  morir. 
Nel  tuo- seno,  o  Padre  amato, 
Vengo  a  scior  gli  estremi  accenti: 
il  rigor  d' ingiusto  fato 
Sojx  già  stanco  di  soffrir. 
Ma  pure  il  cor^ 
Non  so  perchè 
Tremar  non  sa* 
Forza  d'  amor , 
Eguale  a  te 
No ,  non  si  dà  ! 

SCENA  IV. 

?  Pórraóo  èsce  fuor  dalla  tenda  di  D.  Alfonso  > 
e  detto  . 

Cor.  Straniero  Cavalier,  a  qùestà  tenda 

Qua!  ti  guida  desir?  Se  non  m'inganno; 

Tu  sèi  d'armati  condottier? 
Die.  Non  erri  . 

Capitan  di  ventura  io  meco  adduco 

Dall'  Itale  contrade  armato  scuoio 

Di  valorosi  . 
Cor.  li  nome  tuo  ? 

Die.  Perdona  : 

Chiedo  del  Re  ,  s' è  a  lui  parlar  concesso < 
Con.  Lo  vedrai;  ma  per  or  di  qui  non  lungi 

Ti  compiaci  aspettar . 
Die.  Ebben  ni'  arrendo  : 

Tu  cortese  Sarai... 
Coro  Verrò  ! 

DiE,  T'attende*,    (si  ritira  col  suo  Scudiero. 


SCENA  V. 

5* apre  la  gran  Tenda  di  D.  Alfonso  .  Al  suono  dei 
bellicosi  strumenti  tutta  Vai  mata  si  mette  in  mq- 
vimento  nelV  atto  che  sorte  D.  Alfonso  precedu- 
to da  un  Coro  di  Guerrieri. 

Cor.  Vieni,  Campion  terribile, 

Ad  animar  le  schiere 
Pronte  a  pugnar. 
Le  trombe  ai  nostri  cantici 
S?  accordino  guerriere  * 
Mano  air  acciai* . 
Alf.  Eccomi  a  voi ,  miei  Lusitani .  Oh  l  quanto 
M'  empie  di  gioja  il  rivedervi  lieti . 
Pei  favor  di  vittoria. 
Ah  !  sì ,  più  che  V  amor  la  vostra  gloria 
Mi  fu  sprone  al  cimento. 
Vostra  mercè  tra  poco 
1/ altera  figlia  dell'Ispano  soglio 
Dovrà  depor  quell'ostinato  orgoglio. 
Nel  lasciar  le  natie  sponde 
Voi  giuraste  a  me  d' intorno? 
Alla  Patria  far  ritorno 
Tra  le  palme,  fra  gli  allor. 
Vi  guidai  del  Tago  in  riva 
A  mercar  novella  gloria  ; 
Voi  correte  la  vittoria, 
Io  '1  compenso  dell'  amor  » 
Coro  .  Cogliercm  noi  la  vittoria  , 

Tu  il  compenso  dell'  amor . 
ALF-  Amor  tra  l'armi, 

Che  il  cor  m'accende, 
Maggior  mi  rende 
Nei  mio  valor . 
Par ,  eh'  egli  al  lampo 
Dei  vostro  brando 
Mi  chiami  in  campo 
Trionfator  k 


?4 

Coro.  AI  vivo  lampo 

Del  nostro  brando 

Ti  mostra  in  campo 

Trlonfator  .  (  il  Coro  pdrtè , 

Cor.       Havvi  un  Duce  stranier,  Sire>  che  chiede 

L*  accesso  a  te . 
Alf.  Fa  >  che  s*  inoltri  4 

SCENA  VI. 

£)i£GO  e  detti. 

Die.  AI  Magna 

Duce  de^  Lasitaiii  or  si  presenta 
Don  Pirro  d'Aragona 
D'armati  condottier.  Sotto  il  vessillo 
De*  Viscontei  Colubri  acquistai  fama; 
Ora  in  patria  dì  figlio  amor  mi  chiamai 
„  Cadente  ho  uii  genitor  . 
Àlf.  Ed  or  rivolgi? 4.* 

Die.      „  Verso  Navarra. 
Alf.  Io  mi  credea ,  che  offerta 

„  Farmi  volessi  di  tua  posSa. 
DfE.  Sire , 

„  Nacqui  Ispano  >  tei  dissi  .  Un  vero  Eròe 
„  Macchiar  non  deve  del  fraterno  sangue 
„  il  patrio  suol.  Fra  le  tue  schiere  un  figlio 
Tu  non  corresti  all' onor  suo  ribello  . 
ALF.,, Hai  ragion."  Ma  che  chiedi? 
Die. Dopo  un  lungo  camtnin  d'  uopo  i  miei  fidi 
Han  d'un  qualche  riposo.  In  riva  al  Tago 
Pel  di  cadente,  e  del  venturo  in  parte 
Bramo  accampar,  se  mei  concedi: 
ÀLF.  Resta 
Sulla  destra  del  fiume 
Tutto  il  venturo  dì.  Forse  che  in  questo 
Per  m!ó  nuovo  trionfo  il  pie*  baciarmi 
Vedrai  colei ,  che  la  mia  man  ricusa .  > 
Dik.       Caricea?  (con  vivacità) 
ALf.  La  conosci? 

Dj&.  Ev'c  chi  ignori  (rimettendosi) 


Cotanto  nome? 
ÀLF.  Stolta  ! 

D'un  estinto  amator  sul  freddo  marmo 
Pianse  assai  per  due  lustri  ;  oggi  al  suo  pianto 
Fine  porrà  di  mia  vittoria  il  canto . 
Ma  qual  è  questo  suon? 

f  Suono  di  trombe .  Corrado  s' affaccia  all'uscita 

della  Tenda) 
Cor.  La  tromba  annunzia 

Del  campo  un  messaggier . 
ALF.  Vanne  Don  Pirro: 

!  tuoi  ristora  in  securtà!  (Diego  parte) 
S'  avanzi 

L'illustre  messaggier.  A  ognnn  l'ingresso 
Fia  vietato  per  or. 

Corrado  introduce  Rodrigo.  D.  Alfonso  vi 

a  sedersi,  ordinando  d'apprmtar  un  sedile 

per  V  Ambasciatore . 

SCENA  VII. 
Rodrigo  e  D.  Alfonso 

Rod.  Al  Magno  Sire 

De*  Lusitani ,  Caritea ,  la  nostra 

Adorata  Regina,  invia  salute, 

E  pace  ancor  s'egli  l'aggrada. 
Alf.  Siedi.  (Rodrigo  s'asside. 

Brevi  di  pace  con  piacere  ascolto 

I  pani.  Esponi. 
Rojd.  Dall'Ispana  terra 

S'allontani  il  furor  crudo  di  guerra. 

Non  far  che  il  Tago  1'  onde  sue  confonda 

Coi  sangue  Lusitàn.  Più  che  non  pensi 

Bolle  l'odio  ristretto.  Invan  ti  gonfi 

A  un  primo  lampo  di  propizia  sorte  , 

Instabil  sempre  e  traditrice.  Pensa, 

Come  sovente  d*  una  bella  aurora 

Vario  è  V  occaso.... 
Alf.  Hai  tu  finito  ancora?  (con  impazienza  . 

RoD.Signor 


i6 

Alf.       M'ascolta;  e  in , brevi  note  io  parlo* 
Abbia  pur  Caritea  tranquillo  il  regno; 
Ma  la  sua  man  diami  di  pace  in  pegno. 

Rod.       Non  lo  sperar  . 

ALF.  Dunque  a  tremar  s'attenda: 

Rod.    Forse  rnen  che  non  credi .  A  un  dritto  ingiusta 
Di  Caritea  la  mano 

Non  cederà  fin  che  v'è  un  core  Ispano  . 
Alf.       Tu  trascorri  il  dover. 
Rod.  \     Tu  lo  calpesti 

Col  patto  insultato t\ 
Alf.  Non  più!  La  spada, 

(s*  alzano  dai  loro  sedili) 
Questa  mia  spada ,  che  non  mai  raddoppia 
I  colpi  suoi,  che  in  fino  all'elsa  in  petto 
Configgervi  saprò  ,  vedrai  garante 
Del  dritto  mia,  ruotar  morte  d'intorno-. 
Rod.  Forse  non  lungi  è  il  giorno 

Del  pentirti . 
ALF.  Superbo  !  E  tanto  ardisci  ? ... 

Ornai  traboccò  la  mia  rabbia  estrema . 
Sgombra .  (  con  alterigia  . 

Rod,  Son  Messaggier.  (con dignità* 

Alf.  Va ,  parti ,  o  trema  ... 

La  baldanza  del  tuo  orgoglio 
Ogni  dritto  eccede  ornai; 
Paventar  chi  siede  in  soglio 
Abbastanza  ancor  non  sai  > 
Se  frenar  non  sei  capace 
Quel  tuo  labbro  insultator . 
ftoD.       Non  è  ver  ,  d' insano  orgoglio 

Che  il  mio  cor  s'accenda  ornai; 
All'onor  dovuto  al  soglio 
Col  mio  dir  io  non  mancai; 
Raffrenar  .son  io  capace 
Ogni  accento  insultator. 
Alf.       Caritea,  la  tua  Regina 

Contro  me  ti  rende  audace. 
Rod.      A  propor  ti  venni  pace, 
Ma  coi  sensi  dell' onor. 


I? 

Aur.      Se  a  propormi  vieni  pace, 
Parla  i  sensi  dell' onor. 

A  2. 

Non  sa  quest'anima 

Frenar  lo  sdegno  ; 

1/  aspetto  abomino 

Di  quell'indegno; 

Ma  T  onta  orribile 

Vendetta  avrà . 
Alf.       Vanne;  alla  pugna  apprestati, 
Rod.      Ci  troveremo  in  campo. 
Alf.       D'amor  furente  avvampo, 

Di  rabbia  e  di  rossor . 
Rod.       Sento,  che  tutto  avvampo 

Di  rabbia  e  di  furor. 

A  2. 

Alf.  Furente  amor,  che  m'agiti, 
Rod.  Offeso  onor ,  che  m' agiti , 

(  Sostienmi  in  tal  momento, 
a  z  (  L'audace  pel  cimento 

(  M*  assisti  a  fulminar  .  (partano  * 

SCENA  Vili. 

Vasta  Campagna  in  collina  sulle  rive  del  Tago.  Supe- 
riormente vi  sarà  un  gran  ponte  di  pietra  prati- 
cabile, inferiormente  uno  costrutto  di  legno.  Si 
vedranno  alcune  tende  dei  Soldati  di  D.  Diego. 

Diego  ,  indi  Rodrigo  . 

Die.    Ti  son  vicino,  amata  patria:  oh  quanto 
„  Sul  cor  mi  pesa  il  tuo  periglio  estremo.' 
„  Chi  fora  mai  quel  messaggier ,  eh'  io  vidi 
„  Del  Lusitan  presso  alla  tenda?  E'  questa 

(  additando  il  ponte  di  legno . 
„  La  via  per  la  Città.  Ma  nonv  m'inganno  : 
„  Ei  s'appressa...  Chi  miro?  Oh  Cieli  Rodrigo? 

(  andandogli  incontro . 

Rod.„  Qual  voce?  (fissando Diego. 

Die.  „  Dì: 'non  mi  ravvisi? 


RbD.  „  DiegòJ 

„  Amico  del  ni  io  tor,  ma  come?...  dimmi  ..i 
Come  tu  qui  dove  tua  vita  è  cerca? 
Die.  „  Inutil  peso  è  fatta 

Questa  vita  per  me.  Due  lustri  interi 
„  La  guardai  da  ogni  insidia .  Oggi  è  ben  tempo  * 
„  Che  tutta  sfidi  la  nemica  sorte  : 
„  Meritar  Caritea  voglio ,  o  la  morte  . 
feoD.  „  Vaneggi  al  certo  . 
Die.  s,  E  il  genitor  mio? 

Rod.  „  Vive, 

„  Ma  lo  trarrai  teco  ài  sepolcro . 
Die.  ,j  E'  vano. 

„  in  mio  pensier  sto  fisso; 
,,  A  lui  sol  mi  palesa,  a  ogn' altro  il  vieto: 
>  „  In  Toledo  verrò! 
Rod.  >,  Ma  se  alcun  mai 

„  Ti  ravvisa? 
Dis.  Nuli*  uom  potrà  suppormi 

„  Cotanto  audace.  Quest'onor  del  mento  j 
„  Che  al  mio  partir  noiì  appariva  ancora, 
„  Queste  vesti  straniere,  questo  ciglio 
„  Aggrottato  dal  pianto,  dalle  veglie, 
„  Dai  lungo  faticar;  tutto... 
Rob.  U  Sospendi  . 

(accorgendosi,  che  s'avanza  un  corpo 
Portoghese . 
„  Il  nemico  s'avanza. 
Die.  »  Eccolo  a  vista. 

„  Separarci  convfen  .  (  si  abbracciano . 

Rod.  11  Ciei  t' assista  ... 

(passa  il  ponte  di  legno,  e  Diego  si  ritira 
lungo  il  Tago. 

SCENA  IX. 

Uri  Corpo  di  'Guàstàtòrì  viene  per  abbattere  il  ponte 
di  legno;  V  armata  Portoghese  intanto  defila  per 
il  ponte  superiore  di  pietra ,  avendo  alla  lor  tasta 
Vistesso  D.  Alfonso. 

Coro  Aspra  del  militar 

Bendi'  è  la  vita  > 


ÀI  lampo  itW  acciar 

Gioja  l' invita . 
Chi  per  Ja  gloria  muor 

Vissuto  è  assai  ; 

La  fronda  dell'  allor 

Non  1  angue  mai* 
Piuttosto  che  languir 

Per  lunghi  affanni 

E'  meglio  di  morir 

Sul  fior  degli  anni  < 
Chi  muore  e  che  non  dà 

Di  gloria  un  segno 

Alla  futura  età, 

Di  fama  è  indegno. 
(terminata  l?  operazione  del  ponte,  il  Corpo 
de>  Guastatori  va  a  raggiungere  V  arma- 
ta, seguitando  il  suo  cantico,  che  potrà 
essére  ripetuto  a  piacere. 

SCENA  X. 

Caritea  in  armatura  virile  con  un  drappello  di  sol- 
dati comparisce  dalla  parte  sinistra  del  ponte  di 
legno,  di' è  mezzo  rovinato. 

Car.  Ecco  il  campo  nemico  .  Ardita  impresa 
V'offre  in  ver  Caritea.  Mentre  che  Toste 
Baldanzoso  s'avvia  verso  Toledo, 
Rovesciam  le  sue  tende;  a  tergo  poscia 
I/assaJirem  qual  fulmine  improvviso. 
Arduo  sembra  il  passaggio;       (  fissando  il  ponte . 
Ma  il  mio  esempio  seguite.  Andiam:  coraggio. 
(si  mette  a  passare  il  ponte,  [che  crolla,  ed 
ella  si  tiene  ad  una  trave. 
Aita/  Giusto  Cieli  Chi  mi  soccorre! 


SCENA  XI 

Diego  esce  al  grido  di  Caritea,  vedendola  in  pericolo 
si  slancia  con  alcuni  d€  suoi  in  una  schifo  e  va 
sotto  al  ponte  per  soccorrerla . 

Die.  Somma  Dio,  che  mai  veggo!  Ah  Caritea  ! 

Car.  Non  mi  reggo.  (vacillando  < 

Die.  Fa  cor  .  Fermate  il  legno  . 

](  arrivato  collo  schifo  sotto  il  ponte* 

CAR.  Mi  manca  il  piò. 

(  in  atto  di  abbandonarsi . 
Die.  Non  paventar  :  t' affida 

(  si  mette  sotto  a  Carìtea  per  sostenerla ,  onde 
possa  discendere  nello  schifa. 
Qui  sugli  omeri  miei.  Sei  salva,. 
CAR.  Oh  Dio  ! 

La  mia  vita  seconda  a  chi  deggs  io? 

(giunta  a  terra  dallo  schifo  > 
Ah  f  per  te  se  i  giorni  miei 
Salvi  son  da  reo  periglio  , 
Fa  eli  io  sappia  almen  chi  sei , 
Ti  palesa,  o  Cavalier. 
Die.         Fei  tuoi  giorni  i  giorni  miei 

Saran  pronti  a  ogni  periglio; 
Ma  eh'  io  sia ,  se  umana  sei , 
Deh!  mi  lascia  oh  Dio*  tacer. 
Car.  (  Qual  sembiante  !  Quale  accento  !  ) 

Dinr.         (Più  fissarla  già  pavento.) 
Car.         Ma  il  tua  nome  ... 
DIE,  la  son...  noi  posso» 

Car.         Sei  tu  forse  mio  nemico? 
Die.         Tuo  nemico  ?  Ah  f  no ...  che  dico  ? 

Non  mi  vedi  a  palpitar  ? 
Perchè  deggio  palpitar? 
Son  pur  terribili 

D'amor  tiranno 

Le  smanie,  i  palpiti , 

L'interno  affanno? 

Oh  come  rapido 


Quel  foco  magico 
Mi  cerca  l'anima 
M'inonda  il  cori 

SCENA  .XII. 

V  armata  Portoghese  ripassa  il  ponte  di  pietra .  Il 
Coro  di  Guastatori  canta  la  seguente  canzone, 
dietro  ai  essi  si  vedono  D.  Alfonso,  Corrado 
e  alcuni  Prigionieri  Spagnuoli ,  fra  i  quali  Don 
Fernando . 

Coro      Presso  a  cadere  è  il  dì, 
Facciam  ritorno: 
Sul  campo  il  nuovo  giorno 
Ci  troverà  — Col  nostro  acciar--» 
Pronti  a  pugnar  — Si  vincerà. 
Car.  Fatale  inciampo!  I  miei  nemici... 


Die.  Donna , 

Non  ti  smarrir. 
Car.  Che  far  ?i 

Die.  Quelle  deponi 


Ricche  insegne,  il  tuo  manto,  e  questo  indossa 
(fa  che  Caritea  si  levi  gli  ordini,  il  manto? 
e  che  prenda  un  elmo  da  un  suo  Scudiere  « 
Elmo  volgar  di  mio  scudiero  . 
Cab.  Un  nume 

Ti  guidò  a  mia  salvezza. 
Die.  Allor  che  annotti 

Franca  in  Toledo  (anima  mia)  trarrotti. 

SCENA  XIII. 

D.  Alfonso  cpfl  seguito  de9 suoi  Soldati,  e  seco  pochi 
Prigionieri  Spagnuotir  fra  quali  D.  Fernando. 

Alf.         AI  primo  lampo  orribile 

(verso  Diego.  Caritea  starà  alquanto  indietro» 
Del  mio  temuto  acciaro 
Deserto  il  campo  libera 
Gl'Ispani  Eroi  lasciaro, 


Tranne  que' pochi  militi» 
Che  non  poter  fuggir. 
(  Ah   perchè  vincere 
Non  so  quel  cor  , 
Che  ingrato  e  barbaro 
Non  sente  amor.  ) 
Cak.      (Raffrenar  mi  forzo  a  stento; 

Mille  angustie  ho  intorno  al  cor: 

Che  mi  scopra  ognor  pavento 

Il  compresso  miojfuror.) 
Die.       (Nel  trovarmi  in  tal  cimento 

Mille  angustie  ho  intorno  al  cor  ; 

Che  mi  scopra  ognor  pavento 

Sia  V  affanno  ,  sia  f  amor .  ) 
A^y.       (  Nel  fissar  quel  volto  io  sento, 

(fissando  il  prigioniero  Fernando , 

Che  pietà  mi  parla  al  cor: 

Ah.f  si  provi  in  tal  momento 

Il  piacer  <f  un  vincitor .  ) 
Fer.       (  Questa  man    io  reggo  a  stento , 

Pur  d'  un  forte  ho  in  seno  il  cor: 

La  mia  sorte  non  pavento, 

Tutto  sfido  il  suo  rigor.  ) 
Ale.      Sciolto  dai  lacci  miei  (  a  D.  Fernando  , 

Torna  ,  Campion  canuto , 

Ai  patrj  lari,  e  a  lei 

Mostra  in  qua!  guisa  vendica 

Alfonso  un  vii  rifiuto, 

S?egli  lo  merta  ancor. 
CAR.      (Che  mai  veggo.1  Oh  Ciel!  Fernando?) 
Die.  a  3  (  Che  mai  veggo  l  II  Padre  mio  !  ) 
Fer.       (Che  mai  veggo!  E*  dessai  11  figlio!  ) 
Alf.      Che  t' avvenne  ?  (  vei  so  D.  Fernando . 

Car.  Die.  e  Fer.  (  Un  sogno  è  questo  ,  ) 

Car.  Die.  In  periglio  sì  funesto 
Fer.         (Non  so  più  s'io  vado  o  resto:) 

a  3     Già  mi  sento  vacillar. 
Alf.      Perchè  giri  il  guardo  mesto  ? 
4  (  sempre  a  Z>.  Fernanda . 

Ta  mi  sembri  vacillar. 


M 

CAft.  Die.  Fer.  Si  oscuì*a  la  vóce 

Mi  manca  il  respir, 

M' opprime  ,  mi  cuoce 

1/  inferno  martir  • 

Che  pena  crudel  ! 

Qual  nuovo  soffrir! 
Alf.  Si  oscura  la  voce, 

Gli  manca  il  respir, 

L'opprime,  lo  cuoce 

Interno  martir. 

Qual  pena  crudel 

Lo  forza.  a.  soffrir! 


SCENA  XV. 


Coro  di  Guerrièri  Dr  D.  Alfonso  che  disemdóne 
frettolosamente . 

Coro  Un  cupo  fremito, 

Signor ,  serpeggia  * 
L'Ispana  femmina 
Lasciò  la  reggia, 
È  al  campo  inoltrasi 
Del  Lusitan. 

A  4. 

Alf.         Che  dite?  La  sorte 

Qual  premio  mi  serba  ! 

L'ingrata  superba, 

Sì,  vinta  cadrà. 
Car,  Die.    (  Inganna  la  sorte 

Queir  alma  superba; 

Il  Gel  che  ™  serba, 

Si  mosse  a  pietà .  •) 
Fer.         (  Che  sento.'  La  sorte 

Qual  colpo  mi  serba  ! 

Quell'alma  superba 

Esulta  di  già.  ) 
ALF.       Che  si  tarda?  Miei  fidi,  accorrete 
Pria  che  notte  m' involi  la  preda  ; 


24 

Cresce  amor  la  mia  barbara  sete; 
Fia  felice  in  tal  giorno  il  mto'cor. 
Car,  Die»  Qua!  leone  feroce,  il  vedete, 
«Fer.       Col  pensier  già  divora  la  preda; 
Ma  non  sazia  la  barbara  sete, 
Non  si  pasce  di  sangue  il  suo  cor  ■ 
Ax*\  La  rabbia,  il  dispetto 

Traboccan  dal  petto, 
Non  vedo,  non  sento 
Che  strage  e  furor. 

Tutti. 

La  rabbia,  il  dispetto 
Gii  balzan  dal  petto; 
Non  vede,  non  sente 
Che  rabbia  e  furor* 


Fwe  dell9 Atto  Prima  * 


ATTO  SECONDO 


SCENA  PRIMA. 


Appartamenti  reali  come  la  Scena  I.  Atto  I. 
D.  Fernando  solo,  indi  Diego,  poi  Rodrigo. 


Fer.y^/  uanto  mai  tarda  Diego  !  In  qijqsta  Reggia 

Pia  dunque  vero  abbracciarlo  poss'  io  ? 
Die.  Caro  Padre .    (  si  precipita  fra  le  braccia  del  Padre, 
Fer.  Mio  Diego...  Ah  che  m'opprime 

Lq.  piena  dei  piacer . 
Die.  Posso  una  volta . .  . 

Fer.  AH* affannoso  mio  seno  ritorna, 

(  si  abbracciano  di  nuovo . 

Non  staccarti  mai  più . 


Non  afferrarmi  il  cor  con  man  di  gelo . 
Fer. Dimmi...  che  festi?...  in  queste  mura?...  a  fianco 

Di  Caritea,  che  ti  vuol  morto... 
Die.  Ah  Padre! 

Alto  disegno  è  il  mio. 
Fer.  Ma  sei  tu  vivo. 

Sei  tu  che  qui  mi  parli  in  questa  Reggia 

Che  eterno  odio  mortai  contro  te  spira? 
Die. Non  ti  celo  il  mio  cor.  Poiché  la  mano 

Ti  bagnai  del  mio  pianto, 

Fermo  proposto  in  me  stava,  gittarmi 

Ai  piedi  di  eolei 

Xhe  vuole  i  giorni  miei. 
Fer.  Per  vedermi  morir  pria  che  tua  morte 

Saziata  avesse  la  crudele . . .  Ingrato , 

E  tu  dici  d'amarrai? 
Die.  Credilo,  Padre  mio. 
Fer.  No ,  non  parlarmi . 
Fer.  D'  un  Padre  non  senti 


Die. 


Volesse  il  Cielo      (  sospirando. 


I  crudi  tormenti, 


16  .  g 

Non  provi  V  angoscia 
Non  vedi  il  marti r  . 
Btìfc  Ti  calma,  deh  senti 

D'  un  figlio  ì  lamenti       A  JFi 
Non  farmi  d'angoscia 
Sì  presto  morir . 
Che  dir  mi  vorrai?  * 
Tuo  figlio  vedrai 
Col  brando  suo  vindice 
La  Patria  salvar. 
Fjkr.  La  Patria  !...  ma  come  ... 

Proscrìtto  il  tuo  nome... 
D«-  T'affida. 
FjSR-  Che  mediti? 

Non  farmi  tremar. 

(  Rodrigo  entra  ^con  circospezione. 
Amici ,  vicina 

Vid'  io  la  Regina  , 
Celate  le  lacrime 
Frenate  il  parlar. 
Caritea! 

JfM-  La  Regina. 

Rod.  Die.  e  Fer.  a  3  Che  istante 

Agitata ,  confusa  ,  tremante 
Sento  l'alma  che  in  seno  mi  sta. 

SCENA  II. 


Caritea  con  Damigelle  ,  e  detti . 

Car.       Perchè  mai  da  me  lontano, 

Cavalier,  ti  trovo  ancora? 

(  Quel  suo  sguardo  m'  innamora 

Ah  più  pace  il  cor  non  ha.) 
Die.       Non  temsr,  su  questa  mano 

(  bacia  la  mano  a  Caritea. 

Di  tornar  ti  giuro  ancora . 

C  Quel  sorriso  che  innamora 

Fosse  un  raggio  di  pietà  !  ) 
ìtoD.      (  Ah!  che  brilla  da  lontano 

(  a  parte  a  &,  Fernando . 


TDì  speranza  un  raggio  àncora 
Sorgi  alfin  propizia  aurora 
"  D'  un  bel  giorno  di  pietà  .  ) 
(  Ah!  che  amor  mei  rende  insano, 
Se  non  fugge  il  perdo  ancora; 
No ,  non  sorge  più  l' aurora 
D'un  bel  giorno  di  pietà*  ) 
CAR.      Tu  la  vita  mi  salvasti 

(affettuosamente  verso  Diego* 
Qual  ti  devo  alta  mercede? 
Die.      Un  sol  detto; 
Car.  È  fia  che  basti? 

Die.       Se  la  patria  salverò» 
Car.       Tu  salvarla!...  che  dicesti? 

(  t)iego  sta  sospeso. 
feoD.eFER.  (Già  r ambascia  il  cor  mi  fiede.  ) 
Cak.       Ma  il  tuo  nome?...  dì...  saresti... 

(  con  somma  premura . 

Die.      Carìtea...  te  lo  dirò. 

Caritea  Diego 
(Quest'alma  si  perde         (Quest'alma  si  perde 
Al  lampo  d'amore,  Fra  speme,  e  timore; 

Più  mio  non  ho  il  core,       Assistimi ,  amore 
Che  smania  crudeli)         Nel  bivio  crudel.) 
Rodrigo  D.  Fernando 

(L'incanto  si  perde  (  L'ingrato  si  perde, 

L'accieca  l'amore,  L' accieca  l'amore, 

Non  teme  il  furore  D'  un  padre  che  muore 

D' un  odio  crudel .  )  Si  scorda  il  crudel .  ) 


SCENA  III. 


Solito  Accampamento  colla  tenda  di  D.  Alfonso. 

Coro  di  Guerrieri  di  D.  Alfonso  che  stanno  ossèr* 
vando  neir  interno  della  tenda ,  indi  [sorte  D.  Al- 
fonso. 

Coro  . 

Che  mai  vuol  dir!  Alto  silenzio, 

Che  mai  sarà  !  Qui  intorno  sta  . 


*8 

Vaneggia...  delira...  Lo  sguardo  immobile 

S'arresta...  sospira...      Configge  al  suol. 
Qual  pensier  torbido  !      Ah  di  sanguigna  luce 
Qual  cupo  orror!  Par  che  s'ammanti  il  Sol. 

Del  nostro  Duce  Ma ...  Ei  viene  ...  sospira  .., 

Invade  il  cori  S'arresta...  delira; 

Ah  di  sanguigna  luce,, 
Par  che  s'ammanti  il  Sol. 
Alf.  Lasciatemi ,  partite  ;  a  me  d' intorno 
Accrescete  il  rigor  de' miei  tormenti; 
Inutili  strumenti] 

Della  vendetta  dei  mio  intenso  amore 
Ite  lungi  da  mej  mi  fate  orrore... 

(  i  Guerrieri  partono « 
Alfonso ,  ebben  ...  tu  piangi . . . 
Io  piagner?...  No...  Ma  sulla  man  di  pianto 
Non  ti  cadde  una  stilla?...  Oh  mia  vergogna! 
Piagnere  io  Re  per  un'  ingrata  donna  ! 
Io  delirar  !...  io  si  temuto  al  mondo  ... 
Dove,  dove  m'ascondo? 
E  tu  mio  core  avvezzo 
All'onor  delle  pugne...  Ah  /  ti  disprezzo. 
Non  fia  più  mai  che  per  colei  tu  soffra, 
Io  strapparti  saprò  da  questo  petto , 
£e  potrai  più  albergar  sì  indegno  affetto  e 
Va  superba,  ingrata  donna 
Se  il  mio  cor  di  te  s'accese, 
L'  onta  rea  che  sì  nY  offese 
Non  son  lungi  a  vendicar. 
Tu  odiasti  un'anima 
Che  sì  t' amo . 
Io  di  te,  barbara 
Mi  scorderò, 
^cordarmi!...  ma  con)e, 
Se  ognora  il  tuo  nome 
Sospira  il  mio  cor  ? 
Che  barbaro  affanno! 
Perfino  l' inganno 
Adoro  d'amor. 
Coro.  Ah!  Signor,  grand' evento . 

(  entrando  frettolosamente . 


ktf.  Che  avvenne? 

Coro.  Arma  il  brando  d'un  vindice  sdegno 

Quel  guerriero  stràniei:,  queir  indegno  ; 
Cari  tea . . . 
Alf.  Proseguite . 

Cokó,  Salvò . 

Alf.    Oh  mio  scorno  !  che  sento  !  accorrete 
imbrandite,  miei  fidi  la  spada, 
Cada.il  vile  fuggiasco,  e  pur  cada 
Caritea.*.  ma  no,  no  sospendete. 
Oh  povero  mio  cor 
Di  te  che  mai  sarà , 
É'  barbaro  in  amor 
11  domandar  pietà . 
Intanto,  che  in  pianto 
Ti  struggi,  deliri, 
Ne  alcun  ti  consola , 
Quei  dolci  sospiri 
Un*  altro  t' invóla 
Felice  amator. 
Coro.,  Che  risolvi?  comanda,  t'affretta 

Arde  il  campo  di  giusta  vendetta. 
Tu  schernito,  àrvilitò... 
Alf.  V'intendo. 

Non  più  che  tutto  di  furor  rn accendo , 
Dessa  in  braccio  a  un  mio  rivale  ? 
Altri  lieto  di  mia  sorte? 
Fosser  ambo  in  braccio  a  morte 
L'ira  mia  li  coglierà. 
Coro.        Fosser  aitìbo  in  braccio  a  morte 

L' ira  tua  li  coglierà , 
Alf.         Questo  core  il  suo  furore 

Ah  frenar  no  più  non  sà. 
Coro.        Quel  tuo  core  il  suo  furore 

Ah  frenai  no  più  non  sa  .       (  partono  * 


SCENA  IV. 


Appartamenti  Pteali. 
Diego  indi  Caritea. 

Die. Qui  attender  deggio  Caritea-  Fortuna 

Mi  sii  propizia  una  sol  volta  ancora  ; 

E  tu  amor  non  tradirmi.  Eccola.  Io  tremo» 
Car.  Siam  soli  alfin  —  Tu  mi  dicesti  un  cenno 

Che  ti  basta  in  mercè.'  Parla  che  mai 

Posso  dirti  di  grato? 
Die.  Un  cenno  solo,  e  diverrei  be^to. 
Gar. Ti  spiega....  ebben... 
Die.  Ma  tu  mei  nieghi. 

Car.  Ingrata 

Dunque  forse  mi  credi? 
Die,  Deh  non  sdegnarti ,  a  Piedi  tuoi  mi  vedi . 

(si  getta  a  suoi  piti 
CAR.  Alzati ...  Oh  Dio  ...  mi  fai  tremar.  Che  brami 
Die.  Di  Don  Diego  il  perdon. 
€ar.  Che  dici  ? ...  e  tanto  ( sommamente  agitata  ) 

D'  un*  iniquo  ti  cale  ? 
Die.  Egli  è  infelice,  (rattristato) 
Car.  Lo  conosci  tu  forse  ?  (  con  impeto  ) 
Die.  Oh  se  il  conosco! 

Car. Ah!  dov'è!  me  lo  addita 
Die.  E  a  che? 

Car.  Và,  corri 

Pria  che  alcun  altro  me  lo  uccida , 
Die.  E  vuoi?... 

Car. Se  mai  non  m'ingannar  gli  sguardi  tuoi? 

Se  cara  io  ti  sembrai  ....  T  è  noto  il  bando? 

Se  un  odiato  Cavalier  mi  porta 

Il  tronco  teschio...  io  son  perduta.  Ah  vanne 

Tu  lo  sfida  a  tenzon  se  prode  sei.... 
Die.  Io  stesso  !  ... 

Car.  Ah  sì:  compi  la  mia  vendetta 

Degno  divien  dalla  mia  man,  del  trono, 
Dji. Questo  otterrà  da  te  Diego  perdono? 


3* 

Sei  pur  barbara,  spietata 
Se  persegui  un  infelice , 
Se  il  tuo  core  non  ti  dice 
Quanto  ei  meriti  pietà . 

Car.  Non  chiamarmi ,  no  spietata 

Troppo  anch'  io  sono  Infelice , 
Se  a  me  chiedere  non  lice^ 
Ch'abbia  alcun  di  me  pietà. 

Die.  Tu  pur  soffri? 

CAR.  E  quanto,  Oh  Dìo/ 

A  x. 

Ma  un  affanno  eguale  al  mio 
Non  si  trova ,  non  si  dà , 


Caritea 

Vedi  da  questi  pulpiti 
Se  mi  hai  ferito  il  cor, 
Temo  che  un  vincitor 
Già  ti  prevenga. 


Diego 
A  quei  soavi  palpiti 
Tutto  s' inebria  il  cor , 
Nuli' altro  vincitor 
Fi  a  che  ti  ottenga. 


SCENA  V. 


Coro  di  Cavalieri  Spagnuoli,  e  detti, 

Coro  .  Caritea ,  per  pietà  non  tardar 

11  nemico  minaccia  rovina, 

Ei  pretende  veder  la  Regina 

In  Toledo  vuol  teco  parlar. 
Car.  Che  si  fà? 

Die.  Non  temer. 

Car.  Che  pretendi? 

Die.  Voglio  io  stesso....  T'affida;  m* attendi 
Sosterrò  coli'  audace  guerriero 
Del  tuo  nome  la  gloria  ,  V  onor . 

Coro  Sosterrà  coli' audace  guerriero 
Del  tuo  nome  la  gloria,  Tonor, 


3* 

Caritea  Diego 
Fa  presto  ritorno  Già  presto  ritorno 

Mia  vita,  mio  bene;         Mia  vita,  mio  bsnej 
In,  mezzo  alle  pene  In  mezzo  alle  pene 

*Tii  lasci  il  mio  cor  .         Ti  parli  il  mio  cor. 

Car.  Rammenta  giurasti... 

Die.  Mia  fede  ti  basti . 

Car.  Fa  presto  ritornò  etc. 

Die.  Già  prestò  ritorno  etc.  f  tutti  partonó 

1  SCENA  VI. 

Luogo  remoto  nei  giardini  reali,  da  una  parte  si  v 
drà  un  monumento  eretto  al  giovine  Pompeo. 

Caritè*  con  Damigelle. 

Ombre  amiche,  a  voi  soli.  Grato  è  il  silenzio 
Ai  sospiri  d' arnor.  Ma  perchè  mai 
Queste  piante  cercai 
Dove  di  morte  alto  pensier  si  desta  ? 
Voc°  affannosa  e  mesta 
Par  che  mi  piombi  al  cor .  Oh  mio  Pompeo  ! 
Amo,  è  ver,  mi  perdona, 
Ma  colpevol  son*  lo  per  vendicarti . 
Qual  tumulto  crudel  !  amor  tiranno  1 
Sola  cagion  tu  sei  d*  un  tanto  affanno. 
Come  un  sembiante 

Basca  tal». 

In  un  istante 

S' infiamnla  il  cor  . 
Ma  guai  Se  ai  barbaro 

Tu  chiedi  aita  : 

Pur  troppo  avv.ien; 

Che  t'  offre  un  balsamo 

Per  la  ferita 

€h'  è  rio  veten  . 


SCENA  Vii, 


Cobo  di  Guerrieri  Spagnuou  , 
c  detti 

CÒRO      Di  Toledo  fin  presso  le  porte 

Noi  scortammo  il  gran  Duce  straniero., 

Là,  tornate,  ci  disse  il  guerriero 

A  Lei  dite  ch'io  vado  a  pugnar. 
Car.       Mentre  ei  corre  al  fatale  cimento 

Qual  tumulto  neiralma  mi  sento! 
Coro      Non  terrier  il  suo  brando  è  d'  un  fort$ 

CHe  il  nemico  saprà  debellar. 
CAR.       Si  lo  spero,  questo  cor 

Già  brillar  mi  sento  in  petto, 

Se  1*  infiamma  un  vivo  affetto 

L' idol  mio  trionferà . 
Ah  ?  s'  affretta  il  bel  momento 

Ch'  egli  rieda  vincitore 

Aspettar  maggior  contento  * 

No,  quest'anima,  non  sa. 
Coro      Già  s'affretta  il  bel  momento 

Ch'egli  riede  vincitore 

Aspettar  maggior  cofttento 

No;  la  Patria  ornai  non  sa. 
CAR.       Se  gli  arride  propizia  la  sorte 

Già  ritorna  quest'  alma  a  brillar . 
Corò       Se  gli  arride  propizia  la  sorte 

Torneran  le  nostr'  alme  a  brillar. 

(tutti  partono 4 

SCENA  Vili. 

Esterno  della  Città  di  Toledo. 

X).  Alfonso  si  troverà  fuori  delta  Città  con  un  corpo 
de*  suoi  Guerrieri,  indi  Diego  uscirà  dalla  porta 
della  Città  unitamente  ad  un  corpo  de'  suoi. 

,ALF.Son  queste  pur  quelle  qdiate  mura 

(  verso  i  suoi  soldati  accennando  Iq  Città  ) 
Ch'espugnar  vi  promisi  ove  rinchiusa 


54 

Stassi  ancora  Colei 

Che  altera  disprezzò  gli  affetti  miei 

Ma  già  s'apron  le  porte,  e  chi  vi  scende 

C  vedpndo  Diege , 
In  armi  cinto?  Ah  traditori  Tu  stesso? 

(  con  forza  andandogli  incontra , 
Die. Io  stesso.  Ebben....  (con  dignità) 
Alf.  #      E  ancor  tèn  vanti  ? 

AI  mio  nemico  apprestar  arrni,  aita?... 
Dii.  Tanto  vile  non  son.  Salvar  la  vita 
A  vaga  Donna  cortesia  fu  sempre 
Degna  di  Cavalier .  Io  la  salvai 
I/armi  contro  di  te  forse  portai? 
ÀLF.  Ma  tu  mi  hai  tolto  il  mio  maggior  trionfo  ; 
Caritea....  la  sua  man...  forse  a  quest'ora 
Io  felice  sarei . 
Die.  Non  mai. 

Alf.  Che  parli/ 

Die. Ad  altri  serba  il  cor. 
Alf.  Qual  fia  l'audace 

Che  contrastarmi  ardisca  .... 
Die.  Il  tuo  rivale 

Sbanco  tu  noi  conosci,  ei  ti  sta  presso. 
Alf.  Il  mio  rivai  dov'  è  ? 
Die.  Guardami ,  io  stesso . 

ALF.  Quaf  ardir!  Tu  mio  rivale  ? 

Osi  dirlo,  e  non  tremar? 
Die.  Perchè  a  te  son*  io  rivale 

Di  che  deggio  paventar  ? 
(Posso  appena  a  lui  dirinante 
%     II  mio  sdegno  raffrenar.^ 
Alf. Che  pretendi?  Die.  La  sua  mano 

Liberar  dal  tuo  servaggio. 
Alf.       Trema,  indegno,  un  vile  oltraggio 
Non  son  nato  a  tolerar. 
(  Posso  appena  a  lui  dinante 
;  2    II  mio  sdegno  raffrenar.) 
Alf. Dunque  al  campo.     Die.  Andiamo.  A lf  armi . 
fcLF.  Col  tuo  sangue  vendicarmi 

Questo  brando  alfin  saprà. 


Dk  ì  tu  che  mi  agiti 
Foco  d'amor; 


Alf. 


Die. 

Oh  tu  che  mi  animi 


Nel  fier  cimento 
Mi  assisti  ognor  * 
D'altri  non  sia 
Colei  che  adoro 
Ma  cada  vittima 
Il  traditor 


Pietoso  amor  : 
Se  nel  cimento 
Cadessi  ancor . 
Non  far  che  sia 
Colei  che  adoro 


Giammai  la  vittima 


Del  suo  furor 


ALF.  Squiii  la  tromba  *     Bis.  li  pegno 
Della  disfida  accetta 
(Diego  getta  il  guanto  Alf.  lo  prende. 
(  L'ardor  della  vendetta 
(     Per  tutto  il  sen  mi  v^. 
(  Ah!  Si  con  alma  intrepida 
a  t   (     Vo  a  cimentar  la  morte, 
(     Quell'adorata  immagine 
(     Fa  il  mio  valor  più  forte 
(     I  colpi  miei  terribili 
(     Per  lei  raddoppierò. 


SCENA  IX. 
Soliti  appartamenti  reali. 
D.  Fernando  solo,  indi  Rqdhigo. 

■Fjut.  Misero  cor  di  padre ,  a  quante  ambasce 
Ti  riserba  il  destin.  Appena  il  figlio 
D' un  sospetto  mortai  fra  i  tronchi  amplessi 
Qui  pur  riveggo  inaspettato,  ei  corre 
Dietro  a  nuovi  perigli.  Oh  Dio!  nè  alcuno 
Nuova  mi  reca  ancor .  Ah  sì ,  Rodrigo 
Frettoloso  s'avanza.  Ebben... 

Rod.  Respira 
Dall'alte  mura  nel  vallo  soggetto 
Io  lo  vidi  pugnar.  Vive!  trionfa.  A 

Fer.  Tu  mi  dai  nuova  vita 

ftop.  Già  dall'ampia  ferita 


(partono  per  battersi . 


*6 

Il  sangue  Lusitan  scorrer  si  vede  ; 

Men  volo  alla  Regina.  Il  cor  ripieno 

Ho  d'alta  speme. 
Fer.  Ali  voglia  il  Ciel . 

Rod.  Lo  senti? 

Questo  è  di  gioja  il  grido. 

Tosto  ritorno.  (entranell'appàrtamentodiCariteà* 
3FfiR.  A  te  grai>  Dio!  m'affido, 

SCENA  X,  ED  ULTIMA . 

Gran  Piazza  di  Toledo . 

Coro  di  Guerrieri  Spagnuoli  con  Popolo  >  indi  Cariteà 
colle  sue  Damigelle .  D.  Fernando  ,  Rodrigo  ,  è 
seguito  di  Guerrieri  9  da  una  parte;  dall'  altra 
Diego  col  seguito  de' suoi  Soldati  >  che  viene  iri 
trionfo* 

Coro. 

fu  di  Toledo  al  Popolo 
Prode  campion,  ti  mostra^ 
Tu  della  patria  nostra 
Nuovo  sostegno,  e  onor. 
Per  te  di  Marte  torbido 
Si  asserenò  1?  aspetto , 
Per  te  alle  madri  iri  petto 
Più  non    affanna  il  cor . 
Per  te  ai  connubj  placidi 
Torna  il  gucrrier  placato; 
L'oste  crudel  fugato 
Pace  ritorna,  e  amor. 
TU  dì  Toledo  ec. 
Car.  Venga  V  Eroe  liberator . 

(  andando  incontro  a  Diego, 
Die.  .  Regina; 

Ultimo  pegno  del  mio  cor  ricevi 
Del  tuo  regno  la  pace.  Io  col  nemico 
Solo  pugnai  ;  Io  vinsi ,  e  come  mai 
Del  tuo  bel  nome  acceso  io  non  dovea 


I* 


Escirne  vincitor?  Giace  trafitto 
Chi  ti  facea  tremar.  Vivi  or  secura, 
Refgna  felice,  e  al  sol  tuo  ben  procura. 
£ar.  Ricevi  intanto ,  invitto  Eroe  straniero 
Di  magno  condottiero 
Delle  nostr' armi  il  guiderdon  condegno* 
Tutto  tu  merti  in  ver  ,  Perchè  non  posso 
Secondare  il  mio  cor?  Vive  Don  Diego... 
Il  regal  bando ...  Oh  Dio  ! 
Se  mai  giungesse  un  vincitore  ardito 
Col  tronco  teschio . . .  Ah  cu  m' intendi  , . . 
Pie.  ì 
Darti  Diego  promisi,  èbben  H avrai. 
Guardami  in  volto  addesso 
Chiedi  al  tuo  cor  chi  sono 
Niegami  il  tuo  perdono 
Se  puoi  mancar  di  fe . 
Con  quest*  acciaro  istesso 

(  le  presenta  la  propria 
Compi  la  tua  vendetta 
Diego  la  morte  aspettar 
Diego  la  vuol  da  te. 
■Càk.         Tu  Diego' 
Die.  M' uccidi . 

Rod.         (  Incauto  !  ) 
Fer.  (  Lo  perdo,  ) 

Coro         Ei  DiegQ  f 
Car.  (  Mi  perdo.  ) 

Oh  Cielo  !  che  incanto  ! 
Car.  Die.  Rod.  Fer.  Sul  ciglio  già  il  piantp 

Sospeso  mi  sta. 
Coro         Sul  ciglio  già  il  pianto 


Sospeso  le  sta. 


Rod.  Regina  ti  scuoti  , 
Seconda  il  tuo  core, 
Sbandisci  il  rigore 
Trionfi  V  amor . 


Die.  Coi  teneri  moti 
Natura  ,  ed  amore 
W  opprimono  il  core 
Di  dolce  stupor .  . 


Car.  Ai  teneri  moti 
Soavi  d'amore 
Già  cede  il  mio  core? 
Sbandisce  il  rigor  . 
FlR.  datura  coi  moti 
Soavi  d'amore 
Ridona  al  mio  core 
!1  prisco  valor. 


3» 

Car. vieni,  sì  Diego,  a  parte  del  trono. 

Die.  Caritea ,  Padre  ,  Amico . 

Car.  Tua  sono. 

(  stende  la  mano  a  Diego* 

Tutti  i  Personaggi. 

Oh  che  felice  evento  ! 
Esulti  ogni  bell'anima; 
No,  no,  più  bel  momento 
Di  questo  non  si  dà. 

tolto.  À  si  felice  evento 

Esulti  ogni  bell'anima, 
La  Patria  in  tal  momento. 
Felice  appien  sarà. 


Fine  del  ÌUelo  -  Dramma . 


è 


I